Calcio
E Nainggolan, ne vogliamo parlare….
Roma, 13 gennaio 2018 – Lunedì prossimo il calcio di Serie A rientra nei ranghi riprendendo gli allenamenti in vista della ripresa del campionato. Due le settimane senza calcio per una pausa davvero necessaria perché mai come quest’anno il mese dicembre ed il periodo natalizio erano stati così tanto ricchi di impegni agonistici a tutti i livelli.
Un surmenage che ha provocato una serie di debacle importanti a Milano e Roma. L’Inter ha concluso il girone di andata con tre sconfitte. La Roma ha realizzato 1 punto in tre partite.
In più i giallorossi si ritrovano a fronteggiare con l’anno nuovo il caso Nainggolan deflagrato nella notte di San Silvestro e conclusasi con la conferenza stampa di Di Francesco che annunciava che Nainggolan, per punizione, avrebbe assistito alla partita contro l’Atalanta dalla panchina. Una punizione esemplare che guardava al futuro “Chiunque sbaglierà pagherà nello stesso modo”. Affermava il tecnico giallorosso fra gli applausi di tutti i benpensanti.
Si è preferito non esprimersi a caldo sulla vicenda. Meglio aspettare che la bolla che ha portato alla “punizione esemplare” inflitta al giocatore belga, si sgonfiasse per esprimere le considerazioni sul caso.
DI COSA È ACCUSATO RADIA
Radia Nainggolan è accusato di aver festeggiato il nuovo anno disputando a mezzanotte una partita di tennis! Tutto qui? Sembra strano, ma è così. La colpa principale di Nainggolan è stata di celebrare l’anno nuovo da sportivo invece che in qualche orgetta, dissetandosi con qualche flute di champagne ghiacciato che rendono facilmente allegri e brilli chi non è abituato. Tutto ciò appare assolutamente puro ed innocente, oltre che molto privato.
Ed allora?
Allora non doveva fare finire questo suo festeggiamento allegro e privato su internet. Un incitamento a trasgressioni esibizionistiche.
Su questo aspetto ha fatto comodo ai ben pensanti non riferire che i giocatori della Roma si erano impegnati, con i propri filmati, a partecipare su Internet il loro modo di trascorre San Silvestro. Un gioco ad uso e consumo loro e dei tifosi. Nainggolan ha trascorso la notte giocando a Tennis e commentando quello che faceva da brillo!
Dove è lo scandalo (???) tale da fare insorgere mezza Italia e portare ad una esemplare punizione da tutti approvata!
Di disdicevole ci sono state le espressioni italiane pronunciate dal giocatore belga di madre fiamminga e padre Batak indonesiano che, leggermente brillo, nel tentativo di raccontare in un “suo romanesco”, lo contrappuntava di “Porc…quì” … e “Porc…..là”. Esattamente come usano esprimersi i giovani romani (e non solo) quando interloquiscono fra di loro. E come spesso abbiamo avuto modo di sentire o leggere nelle intercettazioni di personaggi di ben altro spessore.
È cosa appurata che le prime parole che gli stranieri imparano in Italia sono le parolacce. E Radja non fa eccezioni. Il suo italiano gergale include nelle enfasi la parolaccia od anche una mezza bestemmia.
Vogliamo dunque condannare lo straniero (quando assolviamo assassini o rapinatori stranieri) perché esprime l’italiano che sente in giro?
La punizione inferta a Nainggolan sembra assolutamente affrettata e mal pensata perché il giocatore in realtà è una persona diametralmente opposta a quella che “il coro ben pensante” condanna. Radja è una persona garbata, sensibile, generosa, semplice come pochi. Ama le cose e le persone semplici. Ama stare con i suo coetanei senza darsi arie. L’ultima volta che ci siamo trovati faccia a faccia, è stato al funerale del mai troppo compianto Oliviera Beha lo scorso maggio. Il rito sì è svolto nella chiesa di Monte Sacro. Lui era presente per stare vicino al figlio del popolare giornalista-polemista-poeta sportivo, Manfredi, suo inseparabile amico da quando entrambi militavano nella Cremonese, dove Radja fece i suoi primi passi italiani.
Radja è un altruista nato. Si vede in campo quanto lavori a sostegno dei compagni. Sembra più un giocatore di rugby che un calciatore.
Eppure con i piedi è capace di fare anche lui delle magie. Quelle che ha appreso dal suo maestro Totti. Le stesse che ha assimilato Laurenzi.
Il calcio di Nainggolan è un calcio generoso, fatto di abnegazione, atletismo ed entusiasmo per il gruppo, per i tifosi, per la città.
Nainggolan in relta verrà richiamato in squadra perchè contro l’Atalanta si è dimostrato che la Roma è Nainggolan-dipendente. Proprio come e a causa della bastonatura infertagli dalla Roma, Nainggolan si disamori e in campo si limiti alla normale amministrazione. Un valore, comunque alto, ma di molto inferiore da quello da lui fornito quando sostenuto dall’entusiasmo.
È lecito temere che a Roma non si riveda in azione il miglior Nainggolan. A meno che…..
A meno che Francesco Totti non operi il miracolo di riuscire a cancellare l’onta, convincendolo che la faccenda è stato tutto un bluff per accontentare chi chiedeva la sua testa, che non gli verrà mai comminata la multa preavvisata, eccetera eccetera.
Questo è più che altro un augurio. Non una possibilità reale.