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A Parigi arrestati tre terroristi minorenni. Preparavano attentati. Forse ci servono buoni veri psichiatri

isis bambini uccidono prigionieriNon ci si chiede  chi realmente sono e con quali soldi effettuano la traversata?
Roma, 15 settembre – Ieri, a Parigi, nella lotta contro il terrorismo islamico, una serie di arresti:  Cinque siriani stavano per acquistare quattro kalashnikov ed individuato ed arrestato un terzo quindicenne. Il ragazzo è sospettato – come negli altri due casi precedenti, di “preparare un attentato” ed è accusato di associazione per delinquere a scopi terroristici, seguendo le disposizioni con il mandante di diversi attentati, il francese Rachid Kassim, attualmente in Siria, presunto mandante e ispiratore dalla Siria di diversi progetti d’attentato in Francia. 
Fin qui, la cronaca.
Ora, la domanda nasce spontanea. Possibile che dei ragazzini possano organizzare degli attentati?
La controdomanda,invece, molto più preoccupante è: possibile che ci si stupisca di questo?
Sui barconi, fra i clandestini, ci sono molti minori che, a loro dire – sono soli. Possibile che prendiamo questi minori  ed applichiamo solo la “giusta, doverosa, accoglienza” senza porci alcuna domanda?
Si dice che per venire nel paese del “bengodi”, di nome e di fatto, si paghino agli scafisti alcune migliaia di euro. La logica vorrebbe che finito il sociale, che è compito di altri, ci si chieda  come e dove un bambino-ragazzino possa aver trovato i soldi per imbarcarsi. Da dove proviene. Domande che devono essere poste dalla Polizia Giudiziaria ma alla presenza di chi è stato in missione e conosce i luoghi di presunta origine, per avere già un primo obiettivo ed oggettivo riscontro.
Poi, se i terroristi mettono in rete filmati dove si vedono bambini  che anzichè imparare a leggere e scrivere acquisiscono la manualità delle armi e le usano con estrema naturalezza  per assassinare esseri umani quasi fosse un gioco, che vengono indottrinati a immolarsi e farsi saltare in aria per il loro credo,  siamo veramente tanto sempliciotti da non capire che, fra i ragazzini che sbarcano,  ci possono essere piccoli terroristi ben indottrinati?
Beh, se non abbiamo capito questo, mi astengo dall’esternare le mie considerazioni che non possono essere altro che di una certa qualificazione.
Nel lontano 1980, in un concorso importante, scrissi “che eravamo governati da incompetenti complici del terrorismo perchè volutamente o inconsciamente non avevamo ancora capito la pericolosità del terrorismo”. Ovviamente non superai il concorso e di ciò mi vanto!
Ciò che mi preoccupa, invece, è constatare che da allora, nulla è cambiato, se non in peggio…
Forse ci servono buoni veri psichiatri che sappiano curare il masochismo. 

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