
Oggi in Francia, Marine Le Pen e otto eurodeputati sono stati condannati per appropriazione indebita di fondi pubblici, nel processo sugli assistenti degli eurodeputati del Rassemblement National al Parlamento europeo di Strasburgo. Per la leader dell’estrema destra francese condanna di 4 anni, di cui 2 senza condizionale con possibilità di braccialetto elettronico, e all’ineleggibilità, quindi niente candidatura alle Presidenziali 2027. Per il Cremlino, la condanna è una violazione delle norme democratiche: Mosca “non vuole interferire negli affari interni della Francia e non lo ha mai fatto”, ma a suo parere le norme democratiche in questo caso, vengono violate. Putin quindi si schiera con Marine Le Pen.
Marine Le Pen condannata in Francia: Putin e i sovranisti con lei
Non solo Putin, anche i sovranisti esprimono solidarietà nei confronti della capofila del Rassemblement National. “Je suis Merine!”, posta su X il primo ministro dell’Ungheria, Viktor Orbán, riecheggiando lo slogan “Je suis Charlie” per esprimere solidarietà al settimanale satirico francese Charlie Hebdo dopo l’attentato terroristico del 2015.

“Chi ha paura del giudizio degli elettori, spesso si fa rassicurare dal giudizio dei tribunali. A Parigi hanno condannato Marine Le Pen e vorrebbero escluderla dalla vita politica – posta Salvini su X -. Un brutto film che stiamo vedendo anche in altri Paesi come la Romania”. La condanna di Marine Le Pen è una dichiarazione di guerra da parte di Bruxelles, in un momento in cui le pulsioni belliche di Von der Leyen e Macron sono spaventose. Non ci facciamo intimidire, non ci fermiamo: avanti tutta amica mia!”.
Sovranisti di Le Pen contro Von der Leyen e Macron
Quindi, per i sovranisti, c’è una battaglia a due. Da una parte gli elementi dell’UE – Von der Leyen e Macron – con qualche aiutino fra i magistrati. Dall’altra Marine Le Pen, Viktor Orbán e Matteo Salvini. Lo scontro dopo la condanna di Le Pen si fa molto più aspro. Per ora nessun commento di Musk, alle prese coi guai Tesla.