Nella sala a Piazza Verdi, nel corso di un’assemblea del Pd convocata da Pippo Civati, cui hanno aderito un migliaio di fedelissimi ed alla presenza del responsabile economico del partito Filippo Taddei, l’avversario di Renzi stracciato alle primarie, ha dichiarato “Potessi farlo liberamente, senza mettere in discussione il rapporto con il Pd, voterei no, ma proprio no”, facendo ovviamente capire che voterà a favore del Governo Renzi, aggiungendo “Ma no, non è per disciplina di partito, ma è chiaro che se io non dovessi votare un governo che ha una legittimazione interna al Pd, dovrei uscire dal partito”.
Poi “Penso che il Pd dovrebbe essere un posto in cui discutere, ma non esco io perché sarei la pira umana come Giordano Bruno. Spero di ricostruire il centrosinistra con uno sguardo a quella sinistra che non c’è più e che in questo governo non è rappresentata” per poi concludere “Prepariamo il “dopo Renzi” perché bisognerà cambiare persone e atteggiamenti e anche perché, dopo tutta la grande rivoluzione, la rottamazione annunciata da Renzi, vedo che sono sempre gli stessi quelli che governano e questo è imbarazzante”.
Tradotto, significa che il nuovo premier deve guardarsi dal “fuoco amico” in quanto, ancora non ha avuto la fiducia delle Camere e già gli “amici” gli stanno per celebrare il funerale politico preparando un governo del “dopo Renzi”…