Nassiriya: il sacrificio del dovere!
In ricordo dell’amico Enzo
Che buio quel martedì mattina a Nassiriya! Un vile attentato ha dilaniato l’immobile che ospitava il contingente dei Carabinieri!
Sulle ali d’un gufo solitario
l’amara novella s’espande, rapida,
e subito è pianto corale nel nostro Paese.
Quegli Eroi del tempo di pace
– quei Pilastri di solidarietà umana –
sono spariti d’improvviso dalla scena del mondo!
Ancora un atto di sangue
sulla macabra scena dell’Iraq,
ancora percorso dalla violenza e dall’odio.
S’avverte in ogni dove, agghiacciante, un segno di paura…..
chissà cosa succederà ancora ai nostri militari
che operano oltre i confini nazionali
al servizio della pace
e per la sicurezza dei popoli inermi?
Ora, le autorità di Stato
tentano di tergere il pianto convulso
delle coscienze in tumulto
dopo questo grave evento doloroso.
Tra i virgulti recisi,
in una pozza di sangue grumito,
nel silenzio di Nassiriya,
giace l’Ardito mio amico,
Enzo Fregosi,
Luogotenente dei Carabinieri,
veterano di tante missioni difficili
in varie parti del mondo,
nonché di ardimentose operazioni
contro il crimine e l’eversione.
Enzo come poteva immaginare
che la sua vita finisse nel sangue
tra le rovine d’un edificio iracheno
adibito a caserma?
Chissà, se di fronte a tante ipotesi
e a tante spiegazioni,
non ci sia la mano di Bin Laden,
di Saddam Hussein
o di qualche altro demone?
…..Il buio della storia beffarda
rimane inchiodato ai primi bagliori dell’alba!
E si volta pagina,
ancora con agghiaccianti lutti
di forze anglo-americane
e d’innocenti cittadini iracheni,
come si leggesse in poltrona
l’oroscopo del giorno.
Ora, è là, tra le rovine di un fatiscente edificio,
il triste ricordo di Enzo,
oltre il confine del tempo!
….Perché – mi chiedo smarrito –
quei meravigliosi Eroi del tempo di pace,
che portavano un sorriso dolce
di pura solidarietà
a popolazioni sofferenti e provate
da eventi drammatici,
si sono dissolti nel nulla?
Dacci una mano, o Signore,
perché questi nostri Fratelli,
che Tu hai voluto chiamare a Te,
possano godere,
nel Tuo Regno,
la felicità eterna!
Sul cippo di marmo rimane,
profondo,
scolpito nel tempo,
il segmento breve d’una vita:
due date! L’alfa e l’omega
e, poi, parole di fuoco
pensate e scritte
da un poeta in pianto.
In memoria di un Amico!….
Carabiniere per vocazione,
che scelse una missione difficile e delicata
e non la comoda poltrona d’un ufficio!
S.Tenente Cpl. Dino Alìas
Roma, 13 novembre 2003
La significativa immagine che correda la poesia come “simbolo di pace”, è stata realizzata – su mia indicazione – dall’artista Massimiliano RISO, con la rappresentazione di una colomba bianca con un ramoscello d’ulivo nel becco posata sulla spalla di un anonimo Carabiniere, al fine di esaltare la fedeltà e l’abnegazione dei militari dell’Arma Benemerita, di ogni ordine e grado, impegnati ininterrottamente nella tutela della sicurezza collettiva, nonché protagonisti di nobili e coraggiose azioni in difesa dei valori della legalità e della dignità umana, anche attraverso apprezzate missioni oltre i confini nazionali.